Sgarbi assolto: ora lo Stato gli deve 3.500 euro e lui apre un museo del rimborso a Sutri
La Corte dei Conti respinge la richiesta di risarcimento e condanna il ministero della Cultura a pagare 3.500 euro a Vittorio Sgarbi, che annuncia un museo dedicato ai rimborsi e una scuola per critici d'arte che tengono conferenze durante incarichi pubblici.
Vittorio Sgarbi ha incassato l'assoluzione della Corte dei Conti e ha subito annunciato l'apertura, a Sutri, del Museo Nazionale del Rimborso, un padiglione di duemila metri quadri dove saranno esposti gli assegni che lo Stato ha versato a favore di critici d'arte ingiustamente perseguiti.
Il ministero della Cultura dovrà versargli 3.500 euro per le spese legali, e Sgarbi ha già stabilito che l'intera somma sarà spesa in cornici dorate per i voucher del rimborso, da distribuire ai visitatori come reliquie laiche. La prima sala sarà dedicata alle 121 prestazioni professionali contestate, ricostruite in scala con manichini che tengono conferenze sulla storia antica.
Non pago, il critico ha annunciato una Scuola Superiore per Critici d'Arte che Parlano di Storia Antica Durante Incarichi Pubblici, con sede a Sutri e corsi gratuiti per sottosegretari in carica. Il programma prevede esercitazioni pratiche: ogni allievo dovrà tenere una conferenza sul Colosseo mentre ricopre un incarico di governo, senza mai toccare le deleghe.
La Corte dei Conti ha stabilito che quelle attività rientravano nell'esercizio di diritti e libertà fondamentali, e Sgarbi ha fatto sapere di essere felice che la verità si sia affermata. Il museo aprirà i battenti la prossima settimana con una cerimonia durante la quale l'ex sottosegretario consegnerà personalmente ai visitatori le ricevute delle spese sostenute per il giudizio, incorniciate e numerate.
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