Schlein trasforma il Cinema Moderno in ambasciata palestinese: Sarandon nominata ministra della Propaganda
Elly Schlein, dopo l'incontro con Susan Sarandon alla prima di 'The Accompanist', ha deciso di occupare permanentemente il Cinema Moderno e di nominare l'attrice responsabile della comunicazione del nuovo Stato di Palestina.
Elly Schlein ha dichiarato il Cinema Moderno di Roma sede provvisoria dell'ambasciata palestinese in Italia, dopo un colloquio di sette ore con Susan Sarandon, nominata ministra della Propaganda del nascente Stato. La sala 1 è stata trasformata in ufficio di rappresentanza, con tanto di bandiera issata sul tetto e un banco per le udienze pubbliche.
La Sarandon, visibilmente soddisfatta, ha spiegato che il personale di sala è stato addestrato a mettere le manette ai clienti in ritardo e a compilare moduli di autodeterminazione in triplice copia. «Abbiamo dovuto requisire i proiettori per trasmettere i comunicati in diretta», ha detto. «Il bigliettaio ora è un funzionario con immunità diplomatica».
Schlein ha annunciato che il partito si riunirà ogni martedì in sala 2, dove i popcorn saranno sostituiti da volantini e le proiezioni serali diventeranno sessioni plenarie. I vicini hanno presentato un esposto per l'insegna luminosa che lampeggia «Palestina libera» a ogni cambio di programmazione.
La polizia locale ha riferito che l'ambasciata non ha ancora un indirizzo ufficiale, ma il cinema ha già ricevuto richieste di asilo politico da tre proiezionisti e un gelataio. Il prossimo passo, secondo fonti interne, è l'occupazione della multisala accanto per farne un consolato.
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