Ranucci allestisce un processo in diretta tv con giudice, avvocati e pubblico pagante: «Se il verdetto mi dà ragione, Report va in onda dal tribunale»
L'ex conduttore di Report trasforma il ricorso per il reintegro in uno spettacolo giudiziario permanente: un'aula allestita negli studi Rai, con tanto di giuria popolare e biglietti venduti al botteghino.
Sigfrido Ranucci ha annunciato che il ricorso d'urgenza per il reintegro non sarà discusso in un tribunale qualsiasi, ma in un'aula allestita negli studi di via Teulada, con il pubblico pagante, una giuria popolare estratta a sorte tra i telespettatori e un collegio di avvocati che si esibiranno in diretta. «Se il giudice mi dà ragione, la prima puntata di Report andrà in onda dall'aula, con tanto di toga e martelletto», ha spiegato.
La produzione ha già fatto sapere che i biglietti per le prime dieci udienze sono esauriti in tre ore. Il regolamento prevede che il pubblico possa fischiare, ma non parlare durante le arringhe; chi viola la regola viene espulso e costretto a firmare una liberatoria con cui rinuncia a guardare la Rai per un mese. La giuria popolare, composta da novanta persone, dovrà decidere non solo sul reintegro, ma anche sul destino della programmazione del martedì sera.
Nel frattempo, la Rai ha dovuto requisire due camerini per ospitare le toghe e un bar ha aperto un servizio di caffè e cornetti per i giurati. I sindacati hanno chiesto che il processo venga trasmesso anche in streaming, ma la direzione ha risposto che prima bisogna decidere chi paga i diritti. Ranucci, dal canto suo, ha già annunciato che la sentenza sarà commentata in diretta da un notaio e da un esperto di ascolti.
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