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Cultura

Prix Italia: L'Aquila dichiara lo stato di emergenza culturale, Vespa e Letta aprono con un discorso di sette ore

Il 78° Prix Italia trasforma L'Aquila in un set televisivo permanente: Bruno Vespa e Gianni Letta inaugurano con un monologo di sette ore, mentre la città viene ricoperta di cavi e la popolazione arruolata come comparse.

L'AQUILA — Il 78° Prix Italia non è una competizione: è un'occupazione. Dalle prime luci dell'alba di lunedì, la città è stata dichiarata «zona a prevalente destinazione televisiva» e ricoperta da una rete di cavi coassiali che ha costretto la metà dei residenti a spostarsi in alberghi di Montesilvano. La Protezione Civile ha emesso un avviso di «allerta palinsesto» per l'intera settimana.

L'apertura è affidata a Bruno Vespa e Gianni Letta, che hanno accettato di celebrare i trent'anni di «Porta a Porta» con un discorso inaugurale della durata di sette ore, trasmesso in diretta su un maxischermo installato in piazza Duomo. Il sindaco ha decretato la chiusura delle scuole per consentire agli studenti di assistere all'evento come pubblico in studio. «Abbiamo dovuto requisire tremila sedie dalle parrocchie», ha dichiarato un funzionario del Comune. «Ma il vero problema è stato trovare abbastanza acqua per i bicchieri sul tavolo».

La Rai ha allestito tre studi mobili nei vicoli del centro storico, trasformando ogni abitazione in una potenziale scenografia. I residenti che hanno rifiutato di esporre il logo «Play Human» alle finestre sono stati inseriti in una lista di «utenti a bassa partecipazione emotiva», con conseguente esclusione dai futuri provini per il nuovo canale «Italiana». La presidente della Regione ha promesso che «ogni aquilano avrà un ruolo da comparsa, anche non retribuito».

Il culmine è previsto per giovedì, quando l'intera popolazione sarà chiamata a partecipare a una coreografia collettiva in piazza Palazzo, coordinata dal presidente del Prix Italia Corey Baker. Le prove generali hanno già causato un blackout di due ore nel quartiere di San Pietro. «Non è un problema tecnico», ha spiegato un tecnico Rai. «È il segnale che la città sta finalmente recitando se stessa».

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