Paolo Mariani dipinge sull'acqua e il Carrousel du Louvre diventa un lago: l'artista veronese trasferisce la mostra a Parigi con tavole da sup e droni
L'artista veronese Paolo Mariani porta il Liquid Canvas Painting al Carrousel du Louvre: per tre giorni l'acqua del lago galleggiante sostituisce le pareti, con droni che fissano composizioni irripetibili. Un'operazione che trasforma il museo in un cantiere liquido.
Paolo Mariani ha deciso che le pareti del Carrousel du Louvre non bastano più: per la sua personale parigina, in programma dal 23 al 25 ottobre, l'artista veronese ha fatto allagare l'intera sala espositiva con uno strato d'acqua profondo quanto basta a far galleggiare le sue tele liquide. Non quadri appesi, ma composizioni di forme policrome che si muovono sulla superficie, corrette a mano e fissate dall'alto da droni in assetto verticale.
L'operazione, ribattezzata Liquid Canvas Painting, ha richiesto la rimozione delle parquet e l'installazione di una vasca lunga quanto il corridoio che collega la piramide rovesciata alle boutique. Mariani progetta e costruisce gli elementi in studio, li carica su una tavola da sup e li dispone uno a uno sull'acqua, in attesa che vento e corrente li portino dove vuole. Quando la composizione lo convince, il drone scatta in altissima definizione: l'immagine viene stampata in un solo esemplare, con certificato di unicità.
La mostra non è una semplice esposizione: è un cantiere liquido in cui il pubblico è ammesso solo se accetta di camminare su passerelle galleggianti e di indossare calzari impermeabili. Ogni ora l'acqua cambia colore, e con essa l'opera. «La tela tradizionale resta uguale a se stessa, questa no», ha dichiarato Mariani. «Per questo ho chiesto al museo di non asciugare mai del tutto il pavimento.»
Il debito con l'Aeropittura futurista è dichiarato: a quasi cent'anni dal Manifesto del 1929, il drone prende il posto dell'aereo e l'acqua quello della tela. La mostra è già sold out, e il Louvre valuta di mantenere l'allagamento anche dopo la chiusura.
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