Morgan trasferisce l'intera produzione musicale sammarinese sul Monte Titano e la fa suonare da un pompelmo
Il musicista ha annunciato che ogni nota composta a San Marino sarà d'ora in poi eseguita esclusivamente da un pompelmo, in un one man show che trasforma la libertà musicale in un obbligo fisico per l'intero settore discografico della Repubblica.
Morgan ha stabilito che ogni suono prodotto a San Marino debba passare attraverso un pompelmo. Non una metafora: il musicista ha spostato l'intera catena di produzione musicale della Repubblica sul Monte Titano e ha decretato che il frutto, scomposto in spicchi sempre più piccoli, funga da unico strumento autorizzato per l'esecuzione dal vivo. Le orchestre sammarinesi hanno ricevuto l'ordine di sostituire archi e ottoni con casse di agrumi.
La decisione ha costretto RTV a riconvertire gli studi del canale 550 in un frutteto verticale. I turni di lavoro sono stati riscritti: ogni dipendente deve spremere manualmente la propria quota di pompelmi prima di accedere alla regia. Il direttore generale Roberto Sergio ha difeso la misura definendola «il naturale completamento del servizio pubblico», precisando che chi non raggiunge il quantitativo resta in onda fino a esaurimento scorte.
I grandi classici del repertorio sono stati riadattati per buccia e succo. «Il mio mondo» di Umberto Bindi viene eseguito strizzando il frutto in tempo di valzer; «Imagine» richiede due pompelmi e mezzo. Marco Simoncelli ha dovuto abbandonare tastiera e armonica a bocca per una centrifuga industriale installata in studio. La coscienza aliena che interrompe Morgan con voce metallica è ora un altoparlante collegato a un torchio.
La misura si estende ai negozi di strumenti musicali, che hanno svuotato i magazzini per riempirli di agrumi. I liutai del centro storico hanno convertito le botteghe in spremuteore. Nessuno a San Marino sa più suonare senza prima fare la spesa.
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