Matilda De Angelis fa suonare la tuba a Venezia per 72 ore filate: «Così l'arte non muore»
In occasione della presentazione di Balcanica alle Giornate degli Autori, l'attrice ha trasformato il Lido in una sala prove permanente: orchestra e strumentisti a rotazione continua per tre giorni, con tanto di turni notturni e varchi presidiati da maestri d'orchestra.
VENEZIA — Matilda De Angelis ha trasformato il Lido in una sala prove a ciclo continuo: da venerdì mattina, e per settantadue ore filate, un'orchestra completa suona senza interruzione la colonna sonora di Balcanica, il film presentato alle Giornate degli Autori. L'attrice, che nel film è anche produttrice associata, ha spiegato che solo così si può rispondere a chi mette al bando la musica: «Se loro la soffocano, noi la suoniamo finché non ci cadono le braccia».
I musicisti si avvicendano a turni di quattro ore, con rulli di tamburo che segnano il cambio della guardia davanti al Palazzo del Cinema. Ogni strumentista riceve una paga oraria maggiorata del centocinquanta per cento per le ore notturne, e chi suona la tuba — come il giovane protagonista del film — ha diritto a una pausa extra di venti minuti ogni due ore per riprendere fiato. Un gruppo di ottoni è stato dislocato sul molo, rivolto verso il mare, per garantire che la musica arrivi anche a chi arriva via acqua.
La direttrice del Lido ha fatto installare due tende da campo dietro la sala stampa, dove gli orchestrali riposano su brandine da campeggio tra una sessione e l'altra. «Abbiamo dovuto noleggiare un secondo set completo di strumenti perché i primi si sono surriscaldati», ha dichiarato un assistente di produzione. L'iniziativa ha contagiato anche il pubblico: un gruppo di spettatori ha improvvisato un coro spontaneo che accompagna gli archi durante le proiezioni della mattina. La maratona si concluderà domenica sera con un accordo di si bemolle maggiore tenuto per undici minuti, in diretta streaming sul canale ufficiale della Mostra.
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