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Cultura

La Festa del Cinema di Roma introduce la posa obbligatoria: chi non si ferma davanti ai fotografi paga il biglietto due volte

La Festa del Cinema di Roma trasforma il red carpet in un esame pubblico: ogni ospite deve posare per un tempo minimo cronometrato, sotto la supervisione di un corpo di vigili della posa. Chi si sottrae viene riaccompagnato all'ingresso e ripete la sfilata.

La Festa del Cinema di Roma ha istituito la posa obbligatoria: nessuno può più attraversare il tappeto rosso senza fermarsi davanti ai fotografi per un tempo minimo cronometrato, e un corpo appena costituito di vigili della posa, con tanto di fischietto e tabellone, controlla che ogni passo sia spezzato dalla sosta prescritta.

Il regolamento, applicato dalla prima serata, prevede tre soste per gli ospiti semplici e cinque per le star di cartello, con una sosta supplementare ogni volta che un fotografo alza la mano. Chi accelera viene riaccompagnato all'ingresso e ripete la sfilata dall'inizio, sotto gli occhi dei colleghi già in fila. Claudia Gerini, all'esordio del nuovo protocollo, ha completato il percorso in undici minuti e mezzo, record provvisorio della manifestazione.

Il dispositivo ha cambiato la geografia della Festa. Davanti all'Auditorium è stata allestita una corsia di attesa lunga quanto il viale, con panche, distributori d'acqua e un megafono che annuncia i turni. Gli addetti stampa hanno dovuto seguire un corso serale di postura e sorriso, con esame finale davanti a una giuria di fotografi. Paola Minaccioni, seconda in classifica, ha dichiarato: «Mi alleno dalle sei del mattino, ma la sosta numero quattro è quella che ti spezza».

La direzione valuta di estendere il cronometro alle sale di proiezione, con una pausa obbligatoria a metà film per permettere al pubblico di mettersi in posa nei corridoi. I vigili, intanto, hanno chiesto un aumento: sostengono di essere l'unico reparto della Festa che lavora davvero.

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