I commercialisti italiani adottano un'intelligenza artificiale che rifiuta di lavorare senza il cappello da ragioniere
Al Cnpr forum di Roma i commercialisti annunciano che ogni software di intelligenza artificiale negli studi professionali dovrà indossare un cappello da ragioniere e sostenere un esame di deontologia prima di toccare un dato contabile.
ROMA — Ogni software di intelligenza artificiale installato negli studi dei commercialisti italiani dovrà indossare un cappello da ragioniere e superare un esame di deontologia professionale prima di poter toccare un solo dato contabile. Lo ha stabilito il Cnpr forum, che ha trasformato la sessione di apertura in una cerimonia di vestizione collettiva durata l'intera giornata.
La parlamentare Daniela Dondi ha aperto i lavori consegnando personalmente il primo copricapo a un elaboratore, con la raccomandazione che «l'IA resti un partner senza prendere il sopravvento». Il presidente della Cassa, Luigi Pagliuca, ha poi disposto che ogni studio adibisca un armadietto alla divisa dell'algoritmo, con taglie graduate dalla consulenza base alla revisione legale.
Antonio Misiani del PD ha chiesto che il processo sia «governato», e il governo ha risposto stanziando un corso di formazione obbligatorio di due anni per i software, con esame finale in presenza. Andrea De Bertoldi della Lega ha preteso che anche le tariffe dell'intelligenza artificiale siano adeguate, perché «vecchie di oltre dodici anni». Marco Cuchel ha assicurato che la sostituzione del professionista «resta un'ipotesi remota», purché l'algoritmo impari a timbrare il cartellino.
Alla chiusura, Giulio Centemero ha annunciato che gli studi diventeranno «nodi di una block chain semi pubblica» in cui gli smart contract circoleranno solo se indossano la cravatta. Loredana Lesto ha chiesto come si governi tutto questo, e la sala ha risposto all'unisono che il cappello è già in produzione.
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