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Cultura

Fois vince il Campiello e impone agli italiani un esame di memoria storica prima di parlare di Vannacci

Dopo il trionfo con L'immensa distrazione, lo scrittore sardo lancia un piano nazionale: chiunque citi il generale dovrà prima superare una prova orale sulla storia d'Italia. Il Ministero valuta l'obbligo per tutti i talk show.

Marcello Fois ha vinto il Premio Campiello con L'immensa distrazione e, anziché limitarsi ai ringraziamenti, ha firmato un decreto culturale: da lunedì prossimo, chiunque pronunci il nome di Vannacci in pubblico dovrà prima superare un esame orale di storia italiana davanti a una commissione di tre professori in pensione e a un rappresentante del Premio Campiello in divisa.

La misura, battezzata «Protocollo Cavazzoni» in onore del finalista scomparso, prevede che i candidati rispondano a domande come «elencare le epidemie del Novecento» e «spiegare perché non siamo i primi nati». In caso di bocciatura, scatta l'obbligo di leggere l'intera cinquina finalista ad alta voce in piazza, con megafono fornito dal Comune.

I talk show hanno già riorganizzato i palinsesti: ogni ospite viene sottoposto al test in diretta durante la pubblicità. La Rai ha allestito tre aule al piano terra di viale Mazzini, con banchi singoli e lavagna, mentre Mediaset ha chiesto una deroga per i conduttori over 70, motivandola con «l'immensa distrazione anagrafica».

Il presidente della giuria, Roberto Cicutto, ha precisato che il regolamento vale anche per i vincitori: Fois dovrà sostenere l'esame per primo, in diretta, e in caso di errore restituirà la statuetta. Lui ha accettato, aggiungendo che porterà una copia del suo libro come biglietto da visita. Alla Fenice hanno già prenotato le sedie per il pubblico delle correzioni.

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