Civita di Bagnoregio trasloca l'intera popolazione in un museo a cielo aperto per l'arte contemporanea 2028
Per il titolo di Capitale italiana dell'arte contemporanea 2028, Civita di Bagnoregio ha deciso di spostare i suoi dieci abitanti dentro installazioni permanenti, trasformando il borgo in un'opera d'arte vivente visitabile a piedi.
CIVITA DI BAGNOREGIO — I dieci abitanti di Civita di Bagnoregio si sono trasferiti stabilmente dentro le installazioni d'arte contemporanea del progetto «Arte che viene, arte che va», dopo che la giuria presieduta da Lorenza Baroncelli ha assegnato al borgo il titolo di Capitale italiana dell'arte contemporanea 2028 con un milione di euro in dote.
La decisione, presa all'unanimità durante le audizioni pubbliche dell'otto ottobre, prevede che ogni residente viva in una delle opere permanenti di Carsten Höller, Eva Jospin, Chiara Camoni e Nico Vascellari, lungo il cammino pedonale che unisce Civita a Bolsena. Il sindaco ha spiegato che «il patrimonio permanente si ottiene solo se i cittadini diventano parte fisica dell'allestimento».
Per raggiungere gli abitanti, i visitatori devono ora attraversare il ponte pedonale, pagare i cinque euro nei giorni di folla e seguire un percorso obbligato tra le stanze-laboratorio. Il bus «Baleno» disegnato da Tobias Rehberger, invece di portare l'arte nelle scuole, preleva gli studenti e li deposita direttamente dentro le opere, dove restano per l'intero anno scolastico.
Il ministro Giuli ha commentato che «Civita non muore più: ora dimora dentro l'arte che la contiene». La giuria ha già annunciato che dal 2029 il titolo sarà assegnato solo a borghi disposti a svuotarsi completamente.
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