Cerreti apre un museo nazionale dell'antimafia: in esposizione le auto rigate di tutti i magistrati d'Italia
La pm Alessandra Cerreti inaugura a Milano il Museo Nazionale dell'Antimafia: le auto di servizio rigate di ogni magistrato italiano diventano reperti. Il ministro: «Ogni graffio è un atto di coraggio».
La pm Alessandra Cerreti ha inaugurato a Milano il Museo Nazionale dell'Antimafia, allestito in un ex capannone di via Ripamonti: in esposizione, su piedistalli numerati, le auto di servizio rigate di tutti i magistrati italiani che si occupano di criminalità organizzata. La prima sala, intitolata «La carrozzeria della legalità», accoglie la portiera della stessa Cerreti, graffiata la settimana scorsa, con un pannello che recita: «Qui la mafia ha provato a scrivere, e ha trovato vernice».
Il museo è già un caso nazionale. Ogni procura ha dovuto consegnare le proprie auto danneggiate, e i magistrati hanno risposto con tale zelo che il parcheggio del capannone conta ora più di quattrocento vetture, alcune arrivate su bisarca da Reggio Calabria e da Palermo. Il curatore, un funzionario del ministero della Cultura, ha spiegato che «ogni graffio è un atto di coraggio, e come tale va conservato al riparo dalla luce». Le visite guidate durano tre ore e si concludono con un laboratorio in cui i bambini imparano a riconoscere i segni dello sfregio.
Il ministro dell'Interno ha annunciato che il museo raddoppierà: «Se un magistrato non ha l'auto rigata, non significa che non sia minacciato, significa che non ha ancora parcheggiato nel posto giusto». È previsto un premio annuale, il «Graffio d'oro», assegnato all'auto con il segno più profondo. La biglietteria ha registrato il tutto esaurito per il primo mese, e le scolaresche si prenotano a un anno di distanza. Cerreti, in un breve discorso, ha detto: «Non lasciamo sole le nostre lamiere».
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