Bardem rifiuta la regia e fonda il Registro Nazionale dei Registi Pazzi: certificato clinico obbligatorio prima di ogni ciak
Alla Festa del Cinema di Roma l'attore spagnolo trasforma la sua battuta sui registi «pazzi» in un'istituzione: un albo, una commissione medica e un esame di idoneità mentale per chiunque voglia gridare «azione». Sorrentino si sottopone per primo.
Javier Bardem ha annunciato alla Festa del Cinema di Roma la fondazione del Registro Nazionale dei Registi Pazzi, un albo pubblico a cui ogni aspirante regista dovrà iscriversi prima di pronunciare la parola «azione» sul set. L'attore, premiato da Paolo Sorrentino, ha spiegato che la sua battuta sul red carpet non era una battuta: «I registi sono pazzi, è un dato di fatto, e da oggi lo certificheremo con un timbro».
Il registro prevede una commissione di attori, operatori e un medico legale che sottopone i candidati a un esame pratico: resistere a un ciak senza dare indicazioni, guardare una scena senza correggere la luce, ascoltare un attore che chiede «come la faccio?» senza rispondere con un monologo di venti minuti. Chi supera la prova riceve il certificato di sanità registica, valido due anni.
Sorrentino si è offerto come primo iscritto e ha consegnato spontaneamente il proprio certificato alla commissione, dichiarando: «Se devo essere pazzo, voglio esserlo con regolare bollino». La Festa del Cinema ha allestito un padiglione apposito, con una sala d'attesa dove i registi in attesa dell'esame compilano un questionario sulle proprie ossessioni visive.
Bardem ha precisato che lui resterà attore: «Preferisco concentrarmi su una cosa sola, e possibilmente farla bene». Il registro aprirà una sede distaccata a Cinecittà, con uno sportello dedicato ai registi che si presentano accompagnati dal direttore della fotografia.
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